5 STRATEGIE DI PIANIFICAZIONE DELLA PRODUZIONE

Ogni imprenditore, quando si appresta ad avviare la sua attività manifatturiera, sa che deve prendere una decisione non facile o, almeno, non sempre è facile: decidere la strategia di pianificazione della produzione.

Che cosa vuol dire? Vuol dire definire il livello di servizio da offrire al cliente in base alla strategia commerciale che si vuole adottare.

In realtà la scelta è meno complicata del previsto, perché alcuni business sono “obbligati” a seguire una prassi ormai consolidata: ad esempio, nel settore dell’abbigliamento, vige la prassi (e non può essere altrimenti!) del prodotto “pronto a scaffale”, per cui l’imprenditore non può “aspettare” la richiesta dell’utente finale, ma deve ipotizzare (da solo o con l’aiuto di altri anelli intermedi della catena di fornitura come, ad esempio, agenti, distributori, negozi) il tipo e la quantità di merce che il mercato vorrà acquistare. D’altronde non è concepibile che, se ci serve una polo estiva, andiamo al negozio e non lo troviamo già pronta sullo scaffale, ma dobbiamo fare un ordine della stessa e andarla a ritirare dopo diverse settimane, quando, magari, ormai la stagione è cambiata e non ci serve più! (Nota: la modalità del “pronto moda” ha accelerato notevolmente i tempi, ma la logica è rimasta sostanzialmente la stessa.)

In altri settori, regolati da una logica tipo “contract” (ad esempio: impianti e macchinari industriali, arredi su misura e tutto quanto costruito su specifica del cliente), il cliente deve prima necessariamente inviare l’ordine all’azienda, con tutte le specifiche tecniche del caso, e poi l’azienda procede con le attività di evasione dello stesso, ad iniziare dalla fase di progettazione.

Nel caso generale si distinguono 5 macro-strategie di pianificazione, le quali aumentano via via il tempo di consegna al cliente, perché aumentano le frasi che devono essere attraversate dall’ordine dello stesso:

  • Make to stock: si produce per il magazzino;
  • Assemble to order: si produce fino all’assemblaggio finale, che viene fatto secondo l’ordine del cliente;
  • Make to order: si riceve l’ordine del cliente e si produce, ma i materiali sono già pronti a magazzino;
  • Purchase to order: si riceve l’ordine del cliente, si acquistano i materiali, si produce;
  • Engineer to order: è necessario progettare il prodotto.

Ovviamente il “peggioramento” del servizio al cliente comporta un “miglioramento” delle risorse impiegate lato industriale, in quanto, non dovendo lavorare secondo una logica previsionale, come accade del make to stock, si riduce drasticamente il rischio di inutilizzo e/o obsolescenza dei materiali e dei prodotti.

Questo non è che una delle tante scelte che l’imprenditore si trova costretto a fare nell’espletamento della propria missione.

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